Il mangiare

Il mangiare

Creato da Archivio degli Iblei il 15/07/2013
Nell’Inchiesta sulla miseria in Italia, disposta dal Parlamento nel 1951-1952, risultava che ancora 869mila famiglie italiane non si cibavano mai di carne e di zucchero. Di esse l’85% risiedeva nel Mezzogiorno. Le testimonianze qui raccolte raccontano il cambiamento del regime alimentare avvenuto negli anni del boom economico. Secondo le statistiche nazionali il consumo annuale di carne bovina, che nel 1951 era di soli 6,9 kg pro capite, raggiunse i 15,6 kg all’inizio degli anni Sessanta, più che raddoppiando nel decennio successivo.
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Una descrizione delle abitudini alimentari nella quotidianità, nei giorni di festa e durante il Carnevale, momento in cui tradizionalmente faceva la comparsa il piatto di maccheroni. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Il racconto autobiografico di Rabito documenta, nell’ossessione per il “manciare”, come la carenza di alimentazione fosse un problema costante in guerra come nella vita quotidiana. Ma il cibo, soprattutto quello dei giorni di festa, come per esempio durante il Carnevale, rimanda anche al mondo dei simboli. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Rosario Nobile ricorda che cosa c’era quotidianamente in tavola negli anni Cinquanta: legumi, pane fatto in casa, latte e uova per cena, focacce il sabato, carne in brodo la domenica. Quasi tutti allevavano polli e galline in cortile. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Latte fresco, munto direttamente dalla capretta portata fin sull’uscio di casa, la carne degli animali da cortile frequentemente a tavola, tante verdure e frutta: la dieta di una famiglia benestante che poteva contare largamente sui frutti delle proprietà in campagna. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Giovanna Salvo ricorda come venivano prodotti in casa in grande quantità sia il pane che la pasta. In media, si infornava una volta alla settimana o al massimo due. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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I piatti a base di carne venivano preparati solo per le grandi feste. Il gelato per i banchetti nuziali era considerato un lusso. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Giovanna Salvo descrive come una forte innovazione della tradizione il suo pranzo di nozze. Era il 1964 e il padre si rivolse a Maiore, il ristoratore del paese. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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