In trincea

In trincea

Creato da Archivio degli Iblei il 15/07/2013
Nei tre anni e mezzo della prima guerra mondiale, tra il maggio 1915 e il novembre 1918, l’Italia mobilitò circa 5.600.000 uomini. Le giovanissime reclute furono mandate al fronte nel novembre del 1917, nei giorni successivi al disastro di Caporetto, per porre argine all’offensiva nemica.
Nella tragica esperienza della guerra in tanti acquisirono per la prima volta consapevolezza del “noi italiani”, scoprendosi ingranaggi di una macchina assai complessa.
Dai racconti consegnati alle memorie familiari emerge l’orrore per una quotidianità dove a dominare erano la fame, la sporcizia, la paura. Morirono in quel conflitto, secondo quanto riportato nell’Albo dei Caduti edito dal Ministero della Guerra nel 1930, 7.003 combattenti nati nell’allora provincia di Siracusa. Secondo la stessa fonte il dato complessivo dei caduti italiani fu di 529.025.
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3.0 min
Rosario Nobile legge e commenta il brano di Terra matta sull’assalto degli arditi a Montefiore nel settembre 1917. Ricorda i racconti del padre, militare durante la prima guerra mondiale, e l’invidia che nutriva verso gli arditi, per il sol fatto che riuscissero a evitare la quotidianità brutale della vita in trincea: i pidocchi, la sporcizia, la fame, la morte sempre in agguato. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Maria Fornaro legge e commenta il brano in cui Vincenzo Rabito descrive i combattimenti del 28 ottobre 1918. L’orrore della guerra, vissuto in prima persona, è narrato con un realismo che ha pochi esempi in letteratura. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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3.5 min
A partire da "Terra matta" di Vincenzo Rabito, Rosario Mangiameli (docente di Storia contemporanea dell'Università di Catania) suggerisce alcune riflessioni su temi rilevanti nella storia italiana del Novecento. In questo brano il tema è la Prima Guerra Mondiale. Un commento sulla descrizione dell'assalto del 28 ottobre 1918 e sulla capacità di Rabito di riflettere su quella terribile esperienza di violenza collettiva. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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4.3 min
A partire da "Terra matta" di Vincenzo Rabito, Rosario Mangiameli (docente di Storia contemporanea dell'Università di Catania) suggerisce alcune riflessioni su temi rilevanti nella storia italiana del Novecento. In questo brano il tema è la religione. Attraverso la risata di un prigioniero austriaco Rabito prende atto di un altro punto di vista e dell’uso mistificante della religione sul fronte di guerra. Il suo sguardo disincantato, sottolinea Rosario Mangiameli, è quello di un uomo che ha la capacità di rileggere la propria storia e la lucidità di capire di non essere nient’ altro che un ingranaggio nella società di massa. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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2.6 min
Il sacerdote Vito Bentivegna legge e commenta un brano di Terra matta sui cappellani militari. Dio è invocato contro il nemico dall’una e dall’altra parte del fronte. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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0.9 min
Nei ricordi di famiglia si tramanda il momento in cui il padre, di ritorno dal fronte, non venne riconosciuto dai nonni, tanto era irriconoscibile per la magrezza causata dalle sofferenze di guerra. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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3.7 min
Pippo Guerrieri racconta le astuzie del nonno Giuseppe per non partire per il fronte prima della decisione di consegnarsi dopo sette mesi di latitanza. Le inevitabili conseguenze furono l’arresto e la dura esperienza del carcere dell’Asinara, che ne compromisero la salute a causa dei maltrattamenti e delle cattive condizioni igieniche. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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