Operai e artigiani

Operai e artigiani

Creato da Archivio degli Iblei il 15/07/2013
Secondo il censimento del 1931 gli occupati nel settore industria e costruzioni in provincia di Ragusa erano il 23% della popolazione attiva, che nella stragrande maggioranza risultava occupata nell’agricoltura. Nel primo censimento dell’Italia repubblicana, nel 1951, gli occupati nel settore industria e costruzioni nel ragusano risultavano attestati sulla stessa percentuale e dieci anni dopo, nel 1961, avevano superato la soglia del 28%, anno in cui, in Italia, gli occupati nell’industria erano il 40,6%.
Scorporando il dato complessivo del 1961, la metà degli occupati nel settore industria e costruzioni in provincia di Ragusa (quasi 11.000 su 22.243) era impiegata nell’edilizia e il 18,6%, una cifra in aumento rispetto al 13,5% del 1931, risultava lavorare in proprio. Si trattava dunque di artigiani.
Non era raro che l’avviamento al lavoro come apprendisti in botteghe artigiane, soprattutto in anni in cui l’obbligo scolastico non veniva ancora pienamente assolto, avvenisse già da bambini, come ricordato da alcuni testimoni.
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2.5 min
Nei ricordi autobiografici di Giuseppe Laterra le esperienze di lavoro in un percorso dinamico: prima come proiezionista in una sorta di Nuovo Cinema Paradiso, poi impiegato ai telefoni e infine al petrolchimico di Gela. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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1.5 min
Vincenzo Massari, meccanico specializzato nelle due ruote, è stato tra i protagonisti della motorizzazione a Ragusa a partire dagli anni Cinquanta. Nell’intervista ripercorre le tappe della sua carriera professionale di successo e ricorda in particolare l’arrivo degli americani e i difficili anni del secondo dopoguerra. In questo brano il tema è il lavoro. Vincenzo Massari ha iniziato a lavorare a 6 anni come apprendista nella bottega dello zio, dove si riparavano biciclette, quando il mezzo più comune di trasporto era il carretto. A 14 anni il suo primo investimento, con l’acquisto di un terreno dove sarebbe sorta nel 1954 la sua prima officina per motociclette. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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0.7 min
Durante le scuole elementari, al pomeriggio Giovanni Furnaro andava a lavorare come apprendista falegname. Dopo la licenza elementare, pur lavorando in bottega a tempo pieno, non ricevette neanche una lira di compenso fino ai diciotto anni. Solo dopo iniziò a guadagnare. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Il garage serviva sia come ricovero della macchina per la notte sia come bottega di falegnameria di giorno. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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1.3 min
In un’economia di sussistenza dopo 25 anni di attività artigianale, Giovanni Furnaro ritiene più sicuro il precariato nella Forestale anche in vista dei benefici pensionistici. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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