Famiglia, generazioni e genere

Famiglia, generazioni e genere

Creato da Archivio degli Iblei il 15/07/2013
Tradizionalmente i giovani e le donne erano sottoposti all’autorità assoluta del padre e dei fratelli maggiori. Come raccontano molte testimonianze, ancora negli anni Cinquanta, la possibilità per i ragazzi e le ragazze di conoscersi e frequentarsi senza il controllo costante degli adulti era impossibile. Impensabile arrivare alle nozze senza consenso di genitori.
Per l’uomo prendere moglie era una necessità assoluta: il lavoro della donna in casa era per molti aspetti essenziale. In una società povera e arretrata, dove i consumi erano limitatissimi, gli elettrodomestici di là da venire e l’acqua corrente una rarità, il lavoro domestico era un’attività quanto mai pesante. La grande disparità di condizioni economiche fra i ceti spiega la presenza di servitù nelle famiglie dei medio-alti. Con il termine di “criate” si indicavano le donne al servizio permanente di una famiglia assunte per miseri salari spesso già da bambine. Solo con il boom economico, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, grazie all’innalzamento generale del tenore di vita, alla più diffusa alfabetizzazione, all’aumento dei consumi e all’arrivo degli elettrodomestici, cominciò a cambiare il ruolo delle donne, che iniziarono a entrare nel mercato del lavoro.
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In anni in cui il lavoro casalingo aveva ancora un forte peso nel bilancio famigliare, Angela Failla ricorda e descrive nel dettaglio quando il sapone era fatto in casa a partire dagli scarti della produzione dell’olio d’oliva. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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La passione di Angela Failla per la macchina da cucire, la sartoria, il ricamo e il lavoro di magliaia. www.archiviodegliiblei.it
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Angela Failla ricorda quando, nonostante gli impegni domestici e il divieto paterno, trovava comunque il modo di comprare delle riviste e di leggerle. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Il ricordo del matrimonio ad Ispica e dei tanti sacrifici per le ristrettezze economiche. La moglie in Germania lavorò sempre in casa come sarta. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Nella famiglia di Vally tutti i lavori domestici erano svolti dalla servitù: c’era chi aveva il compito di fare la spesa, chi di fare le pulizie, chi il bucato. Per una casalinga benestante, invece, l’attività principale era il ricamo. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Il padre di Vally Ferrante esercitava la professione di avvocato ma in realtà le risorse economiche provenivano dalle rendite delle proprietà agricole. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Il trasferimento della madre di Vally da Cittadella, in provincia di Padova, a Chiaramonte fu traumatico, tanta era la differenza nelle condizioni materiali tra le due realtà. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Le feste da ballo erano le principali occasioni di incontro per i giovani dei due sessi. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Durante il fidanzamento ufficiale era costume che i ragazzi si recassero in visita dalla famiglia della giovane. Mai venivano lasciati soli. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Lettere clandestine e cartoline con scritte in inchiostro simpatico erano fra i pochi strumenti a disposizione dei fidanzati per scambi di parole affettuose fuori dal controllo degli adulti. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Il controllo familiare su bambine e ragazze era costante. Non un passo fuori di casa senza l’accompagnamento di un adulto. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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L’educazione delle ragazze prevedeva la totale ignoranza di tutto ciò che, anche vagamente, potesse essere in una qualche relazione con la sessualità. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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