La politica

La politica

Creato da Archivio degli Iblei il 15/07/2013
Storicamente l’area degli Iblei, nella Sicilia sud orientale, fu una roccaforte del movimento socialista fin dall’epoca dei Fasci siciliani. Nell’immediato primo dopoguerra, in anni di forte tensione sociale, si confermò come “la più rossa” del Meridione. Negli anni immediatamente successivi si impose, anche con il ricorso a metodi squadristi, il neonato Partito Fascista, diretto localmente da Filippo Pennavaria, poi diventato sottosegretario nel governo Mussolini e promotore dell’istituzione della provincia di Ragusa nel 1926.
Nell’Italia repubblicana la Democrazia Cristiana si affermò come primo partito nelle elezioni politiche del 1948 riportando alla Camera il 46,8% dei consensi contro il 32,8% del Fronte Popolare (in cui confluivano Partito Comunista e Partito Socialista), risultati che, come quello di Unità Socialista (6%), non si discostarono molto dalla media nazionale. Ben più netto rispetto ai dati nazionali fu in provincia il successo del raggruppamento di destra Blocco Nazionale (7,31%) e anche del Movimento Sociale (3,1%). Nel quindicennio successivo la DC continuò a dominare il panorama politico dell’area.
I ricordi qui raccolti si snodano tra i primi anni Venti e il secondo dopoguerra.
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Angela Failla ricorda la forte figura della madre che, con ingegno e in modo sorprendente, consentì al marito, tornato dalla guerra, di riaprire la bottega di fabbro. Il racconto insiste sui molti espedienti e sacrifici messi in atto dalla famiglia per procurarsi i viveri durante la guerra. E alla fine in casa “non mancava niente”. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Durante il fascismo Angela Failla era piccola italiana. Nei ricordi il sabato fascista, l’alzabandiera a scuola, le colonie a Chiaramonte, le marce e la sua divisa con la M di Mussolini. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Arrivata la Liberazione Angela Failla ricorda il pellegrinaggio religioso di ringraziamento. Nel secondo dopoguerra il padre, ex camicia nera, torna in paese e la famiglia diventa democristiana. Nuovi pellegrinaggi al santuario di Gulfi si svolgevano anche in occasione della vittoria della DC intonando l’inno del partito, O Biancofiore simbolo d’amore. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Traendo spunto da Terra matta l’intervistato riflette sul significato delle scelte di voto in occasione delle elezioni e sulla necessità e capacità di adattarsi ai cambiamenti. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Rosario Nobile legge e commenta un brano di Terra matta sulle elezioni regionali del 1967, sottolineando il modo in cui le scelte di aggregazione politica potessero coinvolgere nuclei parentali molto estesi. Oggi lo scenario è in parte mutato, anche per la disgregazione delle famiglie e per la diminuzione dell’ offerta di lavoro nel settore pubblico. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Quale senso civico nel comportamento di Vincenzo Rabito? Alcune riflessioni su moralità, appartenenza, antistatalismo e sul cosiddetto voto di scambio. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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A partire da "Terra matta" di Vincenzo Rabito, Rosario Mangiameli (docente di Storia contemporanea dell'Università di Catania) suggerisce alcune riflessioni su temi rilevanti nella storia italiana del Novecento. In questo brano il tema è la politica. La conversione di Vincenzo Rabito da socialista a fascista e la sua capacità di adattamento al mutare dei contesti politici. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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A partire da "Terra matta" di Vincenzo Rabito, Rosario Mangiameli (docente di Storia contemporanea dell'Università di Catania) suggerisce alcune riflessioni su temi rilevanti nella storia italiana del Novecento. In questo brano il tema è la mobilità sociale e come questa sia stata la “grande promessa” del Novecento. All’interno di questo scenario si possono interpretare le scelte di Vincenzo Rabito, sia sul versante lavorativo sia su quello privato, finalizzate al miglioramento delle sue condizioni di vita e a garantire un futuro decisamente diverso dal proprio per i figli. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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A partire da "Terra matta" di Vincenzo Rabito, Rosario Mangiameli (docente di Storia contemporanea dell'Università di Catania) suggerisce alcune riflessioni su temi rilevanti nella storia italiana del Novecento. In questo brano il tema affrontato è il cosidetto biennio rosso. Durante il biennio rosso il giovane soldato Rabito fu inviato a Firenze. Rosario Mangiameli sottolinea come la condivisione degli ideali rivoluzionari fu per lui un’esperienza entusiasmante, come anche la scoperta delle opportunità culturali che offriva la città. Ma la rivoluzione non si fece e Rabito si adattò al nuovo contesto. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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Vincenzo Rabito, prima socialista e poi fascista, nel secondo dopoguerra non esita a far uso del proprio voto pur di garantire ai figli un avvenire migliore. Nel riflettere sul tema del cosiddetto voto di scambio e sulle strategie di sopravvivenza di volta in volta adottate da Rabito, Giorgio Chessari ritiene che il pregio di Terra matta sia innanzitutto quello di saper rappresentare la vita così com’è, senza il filtro delle ideologie. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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3.3 min
Sono analizzate le ragioni del successo del voto di scambio in contesti storici e sociali, come quelli descritti da Vincenzo Rabito, in cui la politica non favorisce processi di mobilità sociale, inducendo la ricerca di scorciatoie individuali. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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L’evento della visita di Mussolini a Ragusa nel 1937 è ricordato da Gaudenzio attraverso episodi particolari e dettagli minuti: anche il meno stimato tra i compaesani, in quanto fascista, poteva esercitare il suo piccolo potere. Vai a www.archiviodegliiblei.it
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