Un popolo di emigranti

Un popolo di emigranti

Creato da angela il 04/10/2013
Nonno Peppino prima della guerra se ne è andato a Nuova York a fare fortuna. Ogni mese mandava 20 dollari a mamma, a volte un dollaro nella busta insieme alla lettera, ma bene avvolto perchè non lo rubassero. Noi italiani siamo andati in America, poi in Germania, in Belgio, in Australia, ma anche semplicemente a Torino o a Milano... Adesso si chiamano migranti ma è lo stesso. Prima di diventare ricchi, siamo stati un popolo di emigranti. Oggi, 4 ottobre 2013, il mio cuore è in fondo al mare di Lampedusa.

4.1 min
Sul barcone erano in 370, c’erano donne e bambini piccoli, anche di sei mesi. In mezzo al mare è finita la benzina e con i vestiti hanno fatto una specie di vela. Poi è finito il cibo ed è finita l’acqua. Qualcuno per la sete ha bevuto l’acqua di mare e si è sentito male, qualcuno ha collassato. Poi hanno visto le luci di tre barche e quando queste si sono avvicinate, hanno saputo di essere in acque italiane. Le tre motonavi li hanno trasferiti a bordo e sono arrivati a Lampedusa. Qui ci sono state le pratiche con le autorità italiane: impronte digitali, perquisizioni, riconoscimenti. Poi con un traghetto sono stati trasferiti a Napoli.
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10.1 min
Tornato in Italia dopo la prigionia in Germania, il signor Cuffaro stette per un po' nel suo paese in Sicilia, Raffadali, ma dopo aver visto che lavoro non se ne trovava decise di emigrare per andare a fare il minatore in Belgio. Di nuovo un viaggio in treno verso il Nord Europa.
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10.5 min
Il signor Schiavoni ripercorre la storia della sua famiglia con commozione: la vita agra dei campi, quando non c'era da mangiare, il padre emigrato in Argentina che non da più sue notizie e poi la promessa di andare lui stesso in Argentina in cerca del padre per riportarlo in Italia.
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1.5 min
Il medico Mirella Ravaglia ha curato tanti emigrati italiani tornati in Italia ammalati per le dure condizioni di lavoto all'estero; ora si indigna di fronte al razzismo, che si manifesta soprattutto in certe regioni del Nord-Italia
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5.6 min
Angelo racconta il viaggio e la vita in Argentina dove emigrò quando aveva venti anni. Lavorò per il governo argentino e tutti lo prendevano in giro perché si vestiva all'italiana.
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4.4 min
Il signor Colletta ci racconta la sua vita di castoranese. Legato al suo paese di origine è dovuto emigrare all'estero per guadagnare. Ha fatto prima il muratore poi, tornato a Castorano, ha fatto il costruttore e infine ha saputo valorizzare il territorio con un ristorante e un agriturismo.
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3.9 min
Finita la guerra, il padre di Anna Bruna decide di lasciare l'Italia e di trasferirsi a vivere in Argentina con tutta la famiglia, in cerca di lavoro e di serenità . E' un'esperienza che dura sette anni e di cui ancora oggi Anna Bruna conserva splendidi ricordi. il migliore?quello del ritorno in Italia!
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8.2 min
La signora Aurora riccorda la sua infanzia ad Asiago: i giochi, gli amici, la semplicità  della vita... Inoltre parla del primo lavoro nella fabbrica di legname del paese, l'unico posto dove si poteva guadagnare, e dell'emigrazione che ha portato tre quarti degli abitanti all'estero.
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3.3 min
Due ricordi del signor Vito: un bel ricordo di come da piccolini lui e suo cugino pigiavano l'uva per fare il vino; il secondo è quello dei suoi parenti che emigrarono in America.
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5.9 min
Il signor Magno a un certo punto è dovuto emigrare dalla sua frazione di Narbonna in montagna per trovare lavoro. La prima chance era andare in Francia a costruire case e infrastrutture ma poi alla fine si diresse a Torino dove faceva il manutentore delle caldaie a carbone dei condomini di Torino.
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7.8 min
Un appassionente racconto del signor Antonio sul suo mestiere di barbiere imparato nel paesino di Ascoli Satriano in Puglia e esercitato con successo anche a Milano.
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6.9 min
Trasferitasi dal Veneto per il lavoro del padre, la famiglia di Don Ciotti va a vivere in una baracca presso il cantiere del nuovo Politecnico. Il piccolo Luigi scoprirà in fretta cosa significa doversi confrontare con la borghesia ricca di una grande città...
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