Giuseppe Picco

 
Giuseppe Picco

nato nel 1938
Torino

11 Racconti

3.4 min
Pacu, dopo diversi anni a lavorare con il padre in alta montagna come muratore, a vent'anni si trasferisce a Spotorno: lì, dopo l'incontro con una vecchia conoscenza, si lascia coinvolgere nei primi piccoli furti.
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4.5 min
Pacu, grazie alla sua mansione di muratore anche all'interno del carcere, spesso svolgeva alcuni lavori presso la sezione femminile: questo gli permise di iniziare un particolare traffico che gli fece guadagnare moltissime sigarette, merce con cui si poteva comprare tutto all'interno della prigione.
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4.3 min
Come si mangiava nei carceri negli anni 70, poco e male: per cavarsela o si avevano dei soldi o ci si arrangiava con il baratto. le sigarette erano sempre una merce preziosa...
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2.5 min
le pene inflitte a coloro che venivano dichiarati colpevoli nei processi, cinquant'anni fa, erano molto più severe di oggi: il minimo imposto era di tre anni e degli arresti domiciliari ancora non si era mai sentito parlare..
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4.1 min
Il nostro Beppe ci racconta come nelle sale da ballo riusciva a convincere anche la ragazza più carina a ballare con lui
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3.6 min
Beppe racconta in rime piemontesi la sua storia, di romantico fuorilegge. Fino a trovare la pace nell'amore e nella famiglia.
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3.9 min
Ogni carcere aveva una popolazione particolare: a Volterra e a San Gimignano venivano mandati i detenuti più "balordi", a Padova gli ergastolani, a Ivrea quelli che si meritavano una punizione.
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4.2 min
Una sola persona, a memoria di Picco Pacu, riuscì a evadere dal carcere Le Nuove: si trattava di un ladro molto in gamba, di origini venete, che riuscì a fuggire facendosi aprire il cancello principale dalle guardie....
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5.1 min
Il racconto di un furto avvenuto all'interno del carcere Le Nuove di Torino, organizzato e messo in atto dalla squadra di panettieri che tutte le notti preparava il pane per tutti i detenuti. Il bottino? 40 scatole da 5 kg di tonno...
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4.7 min
Non sempre Beppe e i suoi soci organizzavano grandi furti: a volte, si accontentavano di sottrare nelle tabaccherie marche da bollo e francobolli, bottino che permetteva loro di guadagnare rapidamente anche un milione di vecchie lire, cifra considerevole negli anni '60
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